arcobaleno a palermo

“I colori delle macerie”

Non c’è il fascino della Palermo barocca nelle foto di Nicola Cicognani, né quello agiografico della Vuccirìa.

E’ un nuovo sguardo posato su Palermo. Un attraversamento della città che si esprime, in estrema sintesi, attraverso le tracce lasciate sui muri dai suoi abitanti.

Una Palermo dove affiorano, dalle pareti scrostate e semi abbattute, i vissuti delle persone che hanno nel tempo occupato quegli spazi, i loro sogni, i loro gesti e gli oggetti quotidiani che raccontano questa città più di tante parole.

Le foto di Nicola attraverso la stratificazione di colori, di segni, restituiscono le emozioni di questi vissuti.

La pittura rosso sangue, l’erotismo dei cibo che si espone, la bellezza del disfacimento.. Tutti questi elementi appartengono storicamente alla città, ma non erano mai apparsi prima così evidenti, pur nella sintesi di un racconto fatto attraverso la passione piuttosto che  attraverso la descrizione.

Il fotografo racconta la normalità di una vita tra le macerie, in una sorta di quotidiano “day after”.

Nella provvisorietà di un perenne “dopo catastrofe” la vita trova appigli ovunque e stratifica le sue impronte.

Senza voyeurismo ma con empatia, la narrazione si snoda nella raccolta delle tracce.

Il racconto è minimalista e metaforico.

I colori accesi, decomposti, violenti, ne diventano la cifra narrativa.

La Palermo di Nicola Cicognani è eccessiva, spiazzante, non catalogabile.

Una foto appesa ad un angolo di muro mostra dei ragazzi sulle moto; una porta d’ingresso appare come una tavolozza troppo usata; le pantofole restano in attesa accanto alla tenda.

Sono i segni della vita che, nonostante tutto e tutti, esprime la sua determinata caparbietà a sopravvivere a qualsiasi condizione.

Daniela Facchinato